Storia di HTML5, specifiche e implementazioni

polo-tecnologico-colleAll’ indirizzo: https://lists.w3.org/Archives/Public/public-html/2010Jan/0107.html vi é una interessante dichiarazione di uno sviluppatore che parla di creazione degli standard e implementazione, dice: le implementazioni e le specifiche devono intraprendere insieme una danza delicata, prima si completano le specifiche e poi devono arrivare le implementazioni perché gli utenti non devono dipendere dai dettagli delle implementazioni che influirebbero sulle specifiche. La tensione é inevitabile perché comunque uno sviluppatore ha bisogno del feedback dell’ utente nel passaggio che va dalle specifiche alle implementazioni, ma si deve in qualche modo uscire dal pantano! Per avere chiaro che cosia sia HTML5 bisogna approfondire con polo tecnologico Colle di Nocera Umbra che cosa é un tipo MIME. Ogni volta che il browser richiede una pagina, il server web prima di mandare il codice vero e proprio della pagina, invia un certo numero di intestazioni. Queste intestazioni di norma, sono nascoste ma se é necessario vederle esistono vari strumenti per lo sviluppo web in grado di renderle visibili. Le intestazioni sono importanti perché indicano al browser come interpretare il codice della pagina. L’intestazione più importante della pagina si chiama Content.Type: text/html dove text/html é detto il Content type o il tipo MIME della pagina, questa informazione determinerà il rendering della pagina sulla base dei contenuti espressi dal Content Type. Le immagini hanno il loro particolare Content o tipi MIME tipo image/jpeg oppure image/png e così via. I file JS hanno il loro tipo MIME, i fogli di stile hanno il loro tipo MIME, ogni elemento possiede il suo tipo MIME. I vecchi server antecedenti al 93 non inviano queste intestazioni Content-Type perché lo standard fu inventato nel 1994. inoltre i vecchi browser ignoravano questa specifica. L’importante é sapere che tutto ciò che accade sul web, pagine html, immagini, script, video, pdf tutto ciò che sia dotato di un URL) viene servito con un particolare tipo MIME nell’ intestazione Content-Type. Sarebbe interessante fare domande metafisiche del tipo: perché esiste un tag come IMG per esempio? Da dove arriva? Come é stato creato questo standard su quali passaggi evolutivi si basa? Qualcuno il tag immagine deve pur averlo inventato no?Ogni elemento, ogni funzionalità, ogni attributo HTML é stato creato da qualcuno che ha deciso come doveva funzionare e lo ha messo in pratica. Queste persone sono esseri comunque imperfetti e non divinità, sicuramente dotati professionalmente ma pur sempre esseri umani. Il 25 febbraio 1993 Marc Anderssen scrisse: vorrei proporre un nuovo tag HTML opzionale IMG l’argomento che richiede é SRC=”url”. Qui si specifica un nome di file bitmap che il browser deve cercare di scaricare dalla rete e di interpretare come immagine, inserendolo quindi nel testo in corripondenza del punto in cui appare il tag…in realtà si faceva riferimento a file immagini del sistema unix con estensione Xbm e Xpm. Ora con polo tecnologico Colle di Nocera Umbra approfondiremo la risposta che diede Tony Johnson in proposito: “…in Midas 2.0 (che usiamo qui presso lo SLAC e che tra breve dovrebbe essere rilasciato pubblicamente NDR: contemporaneo a X-Mosaic; SLAC Standard Linear Accelerator Center, ospitò il primo web server fuori dall’ Europa) c’è una cosa molto simile. A eccezione del fatto che tutti i nomi sono diversi e che accetta un argomento in più (NAME=”name”), ha quasi esattamente la stessa funzionalità del tag IMG che hai proposto…ecco un esempio:

<ICON name=”NoEntry” href=”http://note/foo/bar/NoEntry.xbm”&gt;

L’idea del parametro NAME era di permettere al browser di disporre di una serie di immagini predefinte. Se il nome corrisponde a quello di una immagine predefinita, invece di andare a cercare una immagine e scaricarla, il browser userebbequell’ immagine. Il nome potrebbe anche suggeriure ai browser solo testo che tipo di simbolo inserire al posto dell’ immagine….non mi preoccupo eccessivamente dei nomi di paramteri e dei tag ma sarebbe auspicabile che usassimo gli stessi. Non mi interessano molto le abbreviazioni, cioé perché IMAGE= e SOURCE= in un certo senso preferiscono ICON perché lascia intendere che l’immagine dovrebbe essere piccolina, ma forse icon é un parola troppo usata? E visto che stiamo parlando di nuovi tag in un senso molto simile a Image mi piacerebbe che fosse implementato in Midas: <INCLUDE HREF=””>…qui lo scopo sarebbe di includere un secondo documento all’ itnerno del primo, nel punto in cui appare il tag. In linea di principio si potrebbe fare riferimento a un documento qualsiasi, ma il proposito principale era permettere l’inserimento delle immagini (in questo caso con dimensioni arbitrarie) nei documenti. Di nuovo, l’obiettivo é che quando arriverà HTTP2, il formato del documento incluso sia pronto per una negoziazione separata….(HTTP2 é un riferimento a HTTP di base definito nel 1992. All’ inizio del ’93 non era ancora stato implementato del tutto. Alla fine la vers 2 fu standardizzata nell’ uno con le intestazioni di richiesta per la negoziazione dei contenuti). Prosegue Tony: Un alternativa che stavo prendendo in considerazione era:

<A HREF=”” INCLUDE> Vedi foto </A>

Non mi piace molto l’idea di aggiungere ulteriori funzionalità al tag A ma qui l’idea é mantenere la compatibilità con i browser che non sanno gestire il parametro INCLUDE. L’obiettivo é che i browser che capiscono INCLUDE vadano a sostituire il testo dell’ ancora con la foto mentre i browser vecchi ignoreranno il tag.

Questa proposta non fu mai implementata anche se l’idea di mostrare del testo quando l’immagine é mancante, é un importante tecnica di accessibilità che non appariva nella proposta IMG iniziale di Marc. Molti anni dopo questa funzionalità fu implementata con l’attributo ALT che però Netscape presto iniziò a interpretare come un suggerimento.

A questo punto la domanda di polo tecnologico Umbria é come risponderà il guro Tim Barners-Lee a queste proposte di implementazione da parte di Marc/Tony? La storia diventa avvincente e affascinante perché mostra da quel lontano 1992 come tutte le conquiste attuali siano passate attraverso processi oculati e costanza applicativa, tradotto leggi anche duro lavoro. Per ora il polpettone sulla storia di HTML5 si conclude qui ma la storia é ricca di colpi di scena e va approfondita come se si trattasse di un thriller!

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