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Costruire applicazioni con NODE: quando l’est indiana non é indicata per i cardiopatici

web marketing UmbriaMa come si fa a strutturare una applicazione completa con Node? E la parte Server come viene gestita? E come faccio a passare dalla riga di comando all’ interfaccia grafica esistono degli engine template? E se voglio avere una tracciabilità delle richieste e anche un accesso alle risposte? E c’è qualcosa che sta in mezzo all’ inizio e alla fine del processo? Come faccio a inizializzare, installare, fare il routing inserire quei famosi ingranaggi simili alle API conosciuti come MIDDLEWARE poi installare EXPRESS definito come server web veloce, non categorico, minimalista per Node e la parte di template scegliendo tra pacchetti tipo Jade, Pug e HANDLEBARS? Ma che so tutte queste parolacce riunite insieme? E il crud come si fa in questo nuovo contesto dove non ho più il riferimento rispetto ai progetti visti in precedenza csolo0 da riga di comando? E il terminale integrato da Visual Studio Code come si richiama? Calmati, ti vediamo troppo aggressivo! Devi far passare la domanda nella nostra clessidra, una alla volta, come granelli di sabbia che si capiscono e sono ben delineati. Come al solito é la magia del fare che fa la differenza per cui non ci resta che gettarsi a capofitto su una vera e autentica e incontrovertibile e inappuntabile applicazione Node. Ma prima di addentrarci in questa nuova dimensione dei labitinti complessi inestricabili dobbiamo andare all’ indirizzo http://www.chessgames.com/perl/chessgame?gid=1103246 e cogliere la portata della Adam Kuligowski vs John Nunn Hoogovens (1983), Wijk aan Zee NED, rd 11, Jan-27 King’s Indian Defense: Saemisch Variation. Panno (E84) vinta dal nero. Che succede in questa partita? Quello che si verifica spesso nella Saemish ossia il nero attacca sull’ arrocco lungo del bianco e il bianco sul versante opposto in una gara di velocità il cui scopo finale é dare direttamente lo scacco matto senza tanti fronzoli. Certamente la mossa 29 ..Tg8 che va a caratterizzare una veloce miniatura deve aver fatto sbiancare il bianco dal momento che le minacce sul punto b2 sono indifendibili in quanto la donna é sovraccarica anche sull’ Ag1 e un cavallo prende pedone a2 diventa devastante. Web marketing Umbria per chiudere questo intermezzo scacchistico non può fare altro che consigliare l’uso dell’ est indiana in torneo! E torniamo a bomba con la nostra applicazione Node! L’importante é avere un full di Assi come alternative e saperle utilizzare, ci riferiamo alla questione del web server, dove ogni sviluppatore trova la sua strada di lavorare al meglio delle sue possibilità. In visual studio code io entro nella cartella node che dovrebbe essere già settata da terminale che trovo sotto visualizza terminale integrato, con il comando mkdir mynote. Creo il file di avvio che é di solito convenzionalemente APP.json; mi posiziono all’ interno delal mia cartella mynote e diamo il solito comando per creare le dipendenze json con npm init e configuriamo dando sul file app.js che successivamente a json completato andremo a creare. Sempre dall’ interno di mynote con il comando clean pulisco la visualizzazione dai comandi precedenti. A questo punto lancio EXPRESS con il comando npm install express –save dove al solito con –save traccio la dipendenza sul file json creato in precedenza. Sul file APP.js richiamo prima il modulo della cartella nuova appena creata sui moduli, quindi express , poi faccio la connessione sulla parte 3000. Poi una volta che ho lo script lancio il solito comando con node nome del file quindi node app.js; a questo punto con localhost:3000 arrivo in una finestra del browser che mi dice cannot get che mi dice che tutto sta funzionando che in sintesi express è stato correttamente installato e che l’ascolto sulla porta 3000 sta funzionando e che mi dice ancora che manca qualcosa di importante il ROUTING! Non ci resta che fare allenamento con web marketing Umbria su come fare routing e mostrare contenuti a video! Aggiungendo semplici funzioni possiamo dire a express di visualizzare la pagina iniziale indicando come PATH / (/ directory corrente) e sulle successive pagine che non siano l’index.js (in questo caso per noi vale APP.js basta aggiungere il nome del file per esempio /INFO. A questo punto risolta la questione del ROUTING, non ci resta che addentrarci sulla questione MIDDLEWARE. EXPRESS si fa chiamare dalla sua pagina http://expressjs.com/ MINIMALISTA perché di volta in volta possiamo estendere le sue funzionalità base di default attraverso l’uso per l’appunto di MIDDLEWARE, i famosi ingranaggi che servono per far funzionare le nostre APP con un app.use(req, res, next) ossia richiesta, risposta e chiusura caratterizzata dal metodo next. E procediamo quindi a lavorare con il TEMPLATING e con HANDLEBARS indirizzo segnalato da web marketing Umbria http://handlebarsjs.com/; con il pacchetto da installare al solito modo npm express-handlebars –save . Richiamerò dal file APP.js il solito modulo appena installato e anche le funzioni di middleware che servono per fare il rendering. HANDLEBARS ha bisogno della cartella views dove all’ interno chiamerò un file home o index che ha una estensione particolare: punto handlebars che al suo interno ha del codice html! a questo punto però lanciando l’applicazione mi accorgerò di avere degli errori perché dentro VIEWS ho bisogno di creare una crtella LAYOUT e dentro un file MAIN.HANDLEBARS che conterrà tutta la struttura di tutta la mia pagina! Quindi la struttura posso crearla all’ inizio come fily system, quindi views che conterrò dei file di contenuto, layout all’ interno e dentro MAIN.handlebars che cattura i contenuti da body della views sempre per separare la logica di presentazione dai contenuti. A tal proposito ricordiamo che all’ interno del famoso MAIN dentro layout posso anche inserire il link diretto CDN a bootstrap e sotto alla fine del body tutto quello che é CDN LINK a supporto tra cui anche la libreria POPPER che gestisce alcuni componenti di BOOTSTRAP. Ora posso anche creare una cartella rigidamente chiamata PARTIALS che mi consentirà di scrivere all’ interno codice che risponde a tre principi base di logica di presentazione: riusabilità, manutenibilità e refactoring, ricorda web marketing Umbria. Questi file parziali vanno indicati a sistema inserendo prima del nome un underscore, ad esempio posso ottenere degli effetti globali andando a scrivere magari la barra di navigazione all’ interno di PARTIALS dove nel template main principale sostituirò con {{>_nomefile}}

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