La bomba. Cinquant’anni di Piazza Fontana di Enrico Deaglio

Memoria e Oblio, i temi del libro. Le nuove generazioni sanno qualcosa di quell’ infausto evento? Il 12 dicembre del 1969 esplode una bomba in Piazza Fontana a Milano provocando 17 morti e 88 feriti (https://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_piazza_Fontana). Le ripercussioni di quell’ evento non hanno ancora smesso di propagare le loro infauste onde malefiche sulla storia italiana. La verità non è mai stata ricostruita, l’oblio viene imposto, la verità non dovrà mai saltare fuori ecco il senso di quello che successe dopo. Ora noi complottisti terrapiattisti sappiamo molto di quell’ evento: gli anarchici e Pinelli ammazzato sucidato sotto la gestione del commissario Calabresi non centravano nulla, mentre era palesemente chiaro un tentativo di colpo di stato di stampo nazista alimentato però dai servizi segreti e dallo stato. No rileggi bene quello che hai scritto: dai servizi segreti deviati e dallo stato che doveva instaurare un altro governo rassicurante, protettivo che sarebbe stato in grado di accudire e risanare le ferite da esso stesso inferte?! Ma le cose andarono veramente così? Polizia, magistratura, politica tutti daccordo all’ unisono per mettere in condizione Freda, Ventura e soci di fare il loro lavoro indistrurbati? Ma sono stati assolti in Cassazione! Allora chi sono i colpevoli? La legge funziona che non puoi fare due volte lo stesso processo a chi è stato assolto, eppure un magistrato in Italia dopo l’assoluzione dei presunti colpevoli riuscì a dimostrare la non estraneità ai fatti dei nomi sopra citati. Se leggi su FB che quel tizio si è sucidiato buttandosi dalla finestra di un commissariato non crederci! Ma lo dicevano tutti, tv, giornalisti, poliziotti e poi si sa gli anarchici sono rivoluzionari, sono sovversivi, buttano le bombe a prescindere. Abboccate al potere, credete a tutto quello che vi dice l’informazione di regime. E alla fine il colpo di stato chi lo ha sventato? Le centomila persone accorse come un fiume nero in pieno giorno a Milano per i funerali, che silenziosamente mute spogliate da ogni corporazione e brand di partito hanno manifestato una volontà a resistere e a non cedere che deve aver spaventato i complettisti che avevano dato tutto quel potere agli armatori. Il potere abusa: impara a esercitare il dissenso, a mettere in discussione a scavare dietro l’apparenza, c’è molto da focalizzare in questo libro. Le nuove generazioni conoscono quella tragica vicenda o archivierebbero tutto a richiesta con risposte esotiche del tipo erano le brigate rosse, erano quelli dell’ islam o i legionari di Dart Fener? Sapete che c’è? Leggere questo libro fa bene alla salute e ci fa vedere tutto in chiave dinamica con spirito critico. Un curioso episodio legato alla strage. La sera del 17 maggio 1972, il comune di Milano volle celebrare i fasti di un prestigioso artista noto a livello internazionale, Enrico Bay, che decise di annullare tutta la sua produzione con una operazione già fatta da Picasso con Guernica per denunciare crimini collettivi a favore di una unica opera, I funerali dell’anarchico Pinelli. Ma quella sera l’inaugurazione della mostra venne cassata perchè il mattino venne ucciso proprio un nome coinvolto nel suicidio Pinelli, ossia il commissario Calabresi (https://it.wikipedia.org/wiki/Omicidio_Calabresi). Insomma la storia di quel periodo è molto ingarbugliata e il libro aiuta a districare caotiche matasse concludendo nei più perfetti degli ossimori, che nessuno è colpevole (forse).

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