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Vuoi fare digital marketing senza analizzare i dati? Allora fai prima a gettarti alla guida del tuo business direttamente in un burrone!

analisi dati

All’ indirizzo https://www.alessiosemoli.com/ facciamo conoscenza con Alessio Semoli un personaggio sicuramente al passo con i tempi visto la pluralità di ruoli e attività che riesce a portare avanti nel digital. Grazie a una sua brillante dissertazione tenuta ieri sera in un webinar vincente con SiteGround abbiamo sviluppato il tema delle misurazioni nel digital marketing. C’è subito da sottolineare come un’ ora passata con SiteGround sia stata di fatto altamente produttiva e interessante non solo per il sottoscritto ma anche per tutti i partecipanti. Partiamo subito a definire un approccio. Di software che fanno misurazioni sui flussi internet dai social piuttosto che ai nostri negozi elettronici piuttosto che monitorare i nostri siti ce ne sono a iosa, certamente ieri sera l’attenzione era focalizzata su Analytics. La questione però di fondo è un’altra: usa questo strumento solo quando hai in testa una domanda specifica, chiara che non crea ambiguità: esempio voglio sapere se il mio tasto compra sulla pagina XYZ ha prodotto un numero significativo di risultati e se durante la procedura d’acquisto ci sono stati dei problemi sulle transazioni on-line per esempio. Non serve un approccio basato sull’ imparare a memoria comandi, aree, tools e quanto altro, serve un approccio basato su una visualizzazione generale che apre successivamente le porte ad approfondimenti dovuti. Che cosa puoi fare misurando le tue prestazioni con Analytics? Dove puoi migliorare? Come ottimizzerai l’esperienza utente? A questo proposito è molto interessante un aforisma apparso su una diapositiva:

chi fa digital marketing senza dati a supporto e analisi contestuali è come se guidasse una vettura bendato, procede alla cieca! 

Un ottimo punto di partenza direi. Come spiegato dall’ accoppiata vincente https://it.siteground.com/ + Semoli la digital analytics é una attività di analisi attraverso strumenti o piattaforme, che sondano i dati raccolti per ottimizzare le attività di marketing online. Ora sulla pubblicità in rete c’è una sezione che raccoglie tutto sotto la voce advertising, quindi campagne a pagamento google piuttosto che facebook, vendite on line, oppure possiamo misurare conversioni legate a iscrizioni a newsletter e portali, ognuno ha un obiettivo diverso come definizione del proprio business di partenza. Certamente quando gli utenti si “scontrano” con la nostra realtà on line qualunque essa sia, ci forniscono delle indicazioni e da quelle possiamo partire per capire dove migliorare ad esempio l’interfaccia grafica magari cambiando una immagine fissa per trasformarla in un carosello di varianti.

scelte immediate dopo la lettura dei dati

Che cosa vogliono gli utenti? Con l’interpretazione dei dati che arrivano al nostro software possiamo trarre importanti indicazioni, un pò come quando Valentino Rossi cerca l’assetto per migliorare le sue prestazioni di velocità in gara. In questo senso è importantissimo cambiare solo un parametro alla volta (l’aspetto grafico di un button o lo sfondo di una pagina) e solo dopo intervenire con un’ altra aggiunta a supporto del servizio. Questo perchè si vuole capire che cosa rende di più per principio e una commistione di più variabili rischierebbe di vanificare la messa a fuoco dell’ intervento. Ricordiamoci sempre che quello che leggiamo deve portarci a delle scelte. Quindi avrebbe anche poco senso perdere tantissimo tempo a decifrare dati quando serve magari solo una visione globale, meglio se figurativa cosa che i diagrammi di Analytics consentono con grafici multiformi, che ci faccia capire dove sta il problema di fondo senza dover per forza cercare l’El Dorado a profondità insondabili. Il nostro obiettivo è cercare di prevedere il comportamento degli utenti. L’importante è definire delle risposte alle quattro domande del Marketing:

Quando?
Che cosa?
Quale?
Chi?

in riferimento rispettivamente al TIMING, al CONTENT, al CHANNEL e al SEGMENTO DI UTENZA. Se c’è un nuovo petrolio da trovare nello sviluppo dell’ informatica di domani, questo è proprio legato ai dati che se letti anticipatamente ci consentono di prevedere con successo in quale direzione si evolverà un comportamento di utenza o altro. Allora che cosa fa Analytics? Rende credibile i dati e individua anomalie per miglioare l’opportunità di business. Perché i miei utenti non vanno fino alla fine del funnel e si bloccano quando devono fare la transazione? Devo forse correggere un errore tecnico in quelle pagine? L’aspetto più importante è sicuramente legato alla DIREZIONE DA PERCORRERE perché i dati definiscono la qualità dei risultati e costringono a scelte consequenziali che definiscono il percorso futuro da tracciare, attraverso una acquisizione di dati che passa dal metodo. Non ci sono solo le conversioni ad evidenziare fattori critici, a seconda delle esigenze si possono visionare clicks, pagine viste, download, impression, tempi sulla pagina e tempi di conversione, categorie viste etc etc.

Questo corrisponde anche al consiglio di andare dritti al sodo: ossia andare a vedere subito i giusti dati partendo dalle domande giuste da porsi. Poi con il data driven si arriva al famoso assetto definitivo dopo tanto tempo di pratica e di sperimentazione, esattamente come fa il nostro Rossi quando sposta di mezzo cm la sella in avanti e migliora il coefficientè di penetrazione della sua moto. Il processo è sostanzialmente semplice, il circolo virtuoso parte da obiettivi chiari, dalle domande giuste da farsi, dal vedere subitoi dati che servono in modalità grafica senza lasciarsi ossessionare da approfondimenti inutili che svierebbero e appesantirebbero, eseguire test pratici per migliorarsi e infine pervenire a un assetto definitivo. Come sottolineato dal bravo Semoli:

troppa analisi crea paralisi! 

Poi è bene anche farsi delle domande che hanno delle risposte perché partire a consultare Analytics per rispondere alla domanda tipo “il mio competitor converte di più?” non avrebbe molto senso. Forse è meglio raccontarsela con un “quanti visitatori che arrivano da dispositivi mobili convertono sul mio sito?”. Questo circolo vizioso tocca tre punti importanti nel processo: ossia STRATEGIA, RISULTATO, VALUTAZIONE. Anche il finale è stato molto interessanto in quanto i recruiter danno per scontato che una simile risorsa che analizza dati con Analytics o altro software debba per forza avere un background di conoscenze tecniche che toccano il mondo social e dell’ advertising mentre è di fondamentale importanza ANCHE possedere quelle SOFT SKILL che non si vedono ma che sono indispensabili, come l’intelligenza emotiva, la capacità di sintesi e la metodologia nel problem solving, tutte cose basate sul buon senso e processi decisionali da mettere in atto al volo che non vengono (e/o non possono essere trasmesse) insegnate ai corsi di formazione! Complimenti alla chiarezza espositiva dei relatori e al webinar perfettamente riuscito grazie a SiteGround e Semoli!

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